Perché aprire uno sportello di Counseling in azienda

Sandra non si sente apprezzata. I due anni di Covid sono stati molto duri per lei e per la sua famiglia. I bimbi ancora piccoli, il suo ruolo di avvocato in un’azienda e mille ansie per il futuro.

Luca non riesce a rimanere nei tempi stabiliti. Nonostante il suo lavoro di ingegnere progettista gli piaccia ancora, sente di non riuscire a reggere le pressioni e le responsabilità che spesso deve assumere nei confronti dei clienti che non gestisce direttamente.

Nadine è giovane, laureata da pochi anni. Vuole portare idee nuove in azienda ma sente di non avere ancora autorevolezza ed è frustrata perché non sa come fare.

Alessandra ha sempre lavorato nella stessa realtà e si chiede se non stia sprecando il suo potenziale ma non si sente di abbandonare un posto monotono ma sicuro.

Diego è molto meticoloso e controlla mille volte le attività prima di consegnare. È guidato dal suo perfezionismo che sta diventando un limite.

Marcello e Giulia sono i titolari di una ditta nel settore tessile. Avrebbero tante idee ma il caro vita, le crisi e la tensione di un mercato sempre molto agguerrito e competitivo li fa sembrare molto lontani dai dipendenti che purtroppo si sentono poco ascoltati e incerti sul loro futuro.

Nel team del Dottor Ferri le relazioni sono per lo più informali con una buona abitudine al dialogo. Nonostante il clima sia abbastanza positivo, l’accentramento delle responsabilità decisionali costituisce un rischio.
Inoltre, vi è una presenza di situazioni di stress lavorativo ricollegabili non solo alla mole di lavoro ma anche alla percezione da parte delle persone di poca chiarezza su obiettivi e compiti.

Queste sono solo alcune storie che mi è capitato di incontrare nel mio lavoro di Counselor in azienda.

Purtroppo la pandemia è stata uno spartiacque e un’ acceleratore per molti fenomeni, uno tra tanti il bisogno di un ascolto empatico ed imparziale anche sui luoghi di lavoro.

Le incertezze, l’insoddisfazione e la confusione, anche se non strettamente legate al lavoro, difficilmente ci fanno agire in modo lucido e sereno.

Ecco perché ho iniziato a proporre non solo i classici percorsi di team building o di formazione sulle life skills ma anche lo Sportello di Counseling, che con piacevole sorpresa sta trovando un riscontro positivo nell’ opinione di diversi imprenditori.

Sportello di Counseling per il personale


Questo spazio di ascolto è un vero e proprio servizio di welfare che permette ad ogni dipendente di utilizzarlo con la libertà di scegliere l’ obiettivo personale – non definito cioè dall’ impresa come in altri percorsi – e con la certezza di un’assoluta riservatezza.

L’ambizione è sostenere, orientare e sviluppare le potenzialità del singolo, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi stimolando le risorse personali per il benessere psicofisico e sociale.


Com’è strutturato

Dal momento che la persona ha avuto il primo colloquio che solitamente avviene in azienda, si inizia un percorso personale, proseguendo gli incontri direttamente con la Counselor – in questo caso io- concordando gli appuntamenti in autonomia anche nella modalità on line o presso il mio studio.

Solitamente propongo una base di 5 incontri che vengono pagati dall’azienda e alla fine del ciclo, la persona può decidere di continuare il percorso saldando i restanti colloqui.

Quali sono i vantaggi

Non voglio ripetere ciò che si sa già e cioè che una persona serena lavora meglio. E che in un mondo complesso e difficile da gestire, dove l’imprevisto e la confusione sono all’ordine di tutti i giorni, le persone rischiano di portare nei luoghi di lavoro preoccupazioni del tutto personali.

Piuttosto voglio sottolineare che il beneficio concreto, riguarda diverse aree quali:

  • proporre il proprio contributo in modo incisivo,
  • affrontare in modo sereno e fattivo le relazioni conflittuali,
  • gestire momenti di forte stress,
  • avere una visione più complessa e più ricca della realtà,
  • prendersi carico del proprio benessere per lavorare meglio,
  • fare il punto sul proprio percorso professionale,
  • saper esprimere la propria opinione in modo costruttivo
  • trovare o ritrovare la soddisfazione e una progettualità.

Concludo con una considerazione personale. Dal momento che le persone in età adulta passano la maggior parte del proprio tempo di vita sui luoghi di lavoro, penso sia importante ripensarli come dimensioni esistenziali oltre che luoghi di produttività ed l’efficienza.

E in tutto ciò vedo le realtà lavorative come esperienze formative in cui è possibile contemplare anche la pienezza, l’autorealizzazione oltre che la crescita e la bellezza.

Se lo ritieni utile puoi condividere l’articolo sui tuoi canali. Se vuoi approfondire contattami.

Grazie per il tuo tempo!

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e Gestalt Counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità. Sono appassionata d'arte e di viaggi e per questo sempre in cammino.

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