Creatività e processo alchemico di trasformazione

Per Jung l’individuazione è una forma di energia dinamica che tende alla piena realizzazione delle potenzialità umane di ogni individuo.

In Psicologia e Alchimia  fonda le basi per un’analogia fra l’immaginario alchemico e il processo personale di scoperta di sé che attinge all’Inconscio Collettivo chiamato Processo di Individuazione.

L’ inconscio collettivo è quell’aspetto della vita psichica che accomuna tutti gli individui e da cui, paradossalmente, emergono anche le istanze più importanti del nostro Sé.

Jung, in questo scritto, mette in relazione questi due aspetti della vita psichica: l’ inconscio collettivo e il processo di individuazione.

 

Individuarsi significa diventare se stessi attualizzando il proprio Sé attraverso la propria realizzazione. La rinuncia del Sé a favore del collettivo risponde a un ideale sociale appreso. Queste due dimensioni appaiono molto spesso in contrapposizione poiché in genere non si distingue sufficientemente tra individualismo e individuazione. Ma in quest’ultima non c’è l’idea di egoismo a discapito della collettività, piuttosto una ricerca autentica di sé come individui unici, con facoltà che ne delineano un’identità al servizio della comunità.

 

È interessante paragonare l’aspetto psicologico dello sviluppo di ogni persona alle 4 fasi di trasformazione degli elementi della natura:

· terra e acqua, aria e fuoco;

· notte, alba, meriggio e sera;

· inverno, primavera, estate e autunno;

· i quattro umori dell’uomo, malinconia, irrequietezza, ardore, calma

· fanciullezza, giovinezza, maturità, vecchiaia

 

L’alchimia è una disciplina, tra la scienza empirica e l’arte, volta a trasmutare i metalli in oro, alla ricerca della pietra filosofale e dell’elisir di lunga vita. Volendo penetrare i segreti della natura e replicarne i processi, aprì la via alle prime conquiste della chimica. 

Carl Gustav Jung racconta di aver iniziato il suo viaggio nell’inconscio grazie all’incontro con l’alchimia. Scoprendo singolari affinità tra antichi simboli e i sogni dei suoi pazienti, comincia a studiare i testi degli alchimisti perché potevano fornirgli le basi storiche per il suo sistema psicologico. 

Nel 1914 studia il trattato alchemico cinese Il segreto del fiore d’oro e i volumi Artis auriferae quam chemiam vocant di Konrad Waldkirch che raccoglie i testi capitali dell’alchimia medievale. Dopo quindici anni di lavoro, nel 1944, pubblica Psicologia e alchimia, che resta fra le sue opere più affascinanti. In questi studi Jung intese l’alchimia come un ricco movimento attraverso cui la pulsione interiore tendente alla trasformazione, alla liberazione della psiche umana dalle tenebre dell’ignoranza, vissuta nelle manipolazioni delle sostanze materiali.

Nel processo alchemico, queste quattro fasi di trasformazione psichica sono:

1. la nigredo è il momento in cui entriamo in contatto con il disagio e percepiamo il bisogno di condividere la nostra condizione interiore con una figura percepita come sicura e accogliente;

2.  l’albedo è la fase della scoperta delle risorse personali e dell’affacciarsi della speranza di risoluzione dei propri nodi;

3. la citrinitas è il periodo dell’acquisizione del linguaggio simbolico e della possibilità reale di trasformazione; è il momento in cui si inizia a giocare liberando la creatività.

4. la rubedo segna la trasformazione e il consolidamento nella nuova dimensione. In questa fase di assimilazione e ritiro ci si sente in grado di camminare con le proprie forze.

 

Trasformare l’oro esprimeva, con differenti termini, l’evoluzione della personalità.

Dunque, la psicologia e l’alchimia oltre che scienze, sono lo strumento per realizzare una pulsione dell’essere umano e cioè quella di uscire dalle oscurità dell’ignoranza per accedere all’aurea conoscenza del loro significato profondo e più puro.

Gli alchimisti antichi cercavano di trasformare i metalli in oro ma chiudendosi nei loro laboratori in realtà stavano trasformando se stessi. È attraverso questo percorso, che la persona lascia indietro l’acqua delle lacrime, affonda i piedi nella terra per radicarsi in sé,  sente addosso l’aria dello spirito, si porta dentro il fuoco e la nitidezza della visione di sé.

Bibliografia di riferimento

CALVESI M. Arte e Alchimia, Art Dossier, Giunti editore, Milano

JUNG C.G.  Psicologia e Alchimia, Bollati Boringhieri

JUNG C.G. Coscienza inconscio e individuazione. Bollati Boringhieri

 

Se lo ritieni utile puoi condividere l’articolo. Se vuoi approfondire o iniziare un percorso scrivimi. Grazie per l’attenzione!

 

 

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e Gestalt Counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità. Sono appassionata d'arte e di viaggi e per questo sempre in cammino.

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