Il destino delle donne

Parlando con un amico di un progetto teatrale sul destino delle protagoniste femminili nell’opera lirica, ho pensato ad alcune considerazioni che vorrei condividere.

Il mondo femminile, soprattutto nell’opera è un tentativo di esaltare le caratteristiche che piacciono all’uomo. Infatti tutte le opere più famose che conosciamo sono scritte da loro e quando la penna gli scappa di mano, finiscono per morire.

Mi sembra interessante cercare dei punti di contatto tra le donne dell’opera e le donne di oggi. E sarebbe bello vedere queste sorelle prese per mano da altrettante sorelle che però hanno scelto un destino diverso, forse perché se lo sono scelte loro. Parlo di quelle che si sono affermate per sé stesse, al di là della figura maschile.


Perché il destino di Violetta non si compie senza Alfredo nè quello di Tosca senza Cavaradossi né tanto meno quello di Madame Butterfly senza Pinkerton.
Spesso anche le stesse donne di oggi faticano a descriversi al di là della relazione amorose e della famiglia.  Quando lo fanno vengono considerate strane, eccentriche, insensibili, incomplete.

Perché per una donna ci deve essere il ‘donarsi” prima all’uomo e poi ai figli. E la cosa tragica è che nel 2021 le cose sono ancora così.

Allora mi piacerebbe che queste donne dell’opera venissero prese per mano da donne come, Franca Viola, Marie Curie, Malala Yousafzai, Françoise Giroud, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Aimee Mullins,  Samantha Cristoforetti, Ilaria Capua, Beateice Venezi e le tante altre che hanno scritto la propria storia. Non in assenza di uomini ma neppure in funzione di.


Quando ho scritto la storia di Carmen la cosa che mi ha colpita oltre la sua forte determinazione,  è stata l’assenza di una figura maschile. Non perché nella sua vita non ci fosse ma perché nel compimento di se stessa  rimaneva sullo sfondo.

Questa assenza fino alla fine del libro mi ha fatto pensare di come sarebbe se riuscissimo a costruirci una nostra identità al di là di chi scegliamo al nostro fianco. Determinandoci per ciò che siamo e scegliendo chi riesce a stare con noi, chi ci sceglie sapendo che ci sarà ma non come stella polare.

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e gestalt counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità.

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