Hai la sindrome della capanna?

Per molti potrebbe sembrare una notizia assurda, ma esistono tantissime persone che stanno vivendo la nuova fase della riapertura con sentimenti e comportamenti ambivalenti.

Se da un lato c’è il desiderio di uscire di casa allo stesso tempo molti si sentono spaventati dalla previsione di un ritorno alla vita normale del pre Coronavirus.

E’ la Sindrome della Capanna.

Sappiamo tutti molto bene che il Covid – 19 ha rivoluzionato la nostra vita. Oltre ad aver provocato migliaia di vittime in tutto il mondo, questo virus ha letteralmente cambiato le nostre abitudini.

I nostri contatti sociali si sono ridotti e le nostre vite non sono più come prima.

E se da una parte ci sono persone che non vedono l’ora di riprendersi lo stile che hanno sempre praticato, dall’altra ce ne sono molte altre che in quarantena non ci sono state così poi così male e che hanno vissuto secondo i propri ritmi natutali.

Ecco perché non si può parlare di una condizione patologica, ma piuttosto una condizione esistenziale da ascoltare.

Sono persone che hanno sfruttato al meglio il periodo, trovando una loro dimensione. Persone che sono riuscite ad unire l’utile al dilettevole e che hanno capito che questa pausa dalle corse della vita di tutti i giorni non è poi così male.

E ora che è arrivato il momento di tornare alla vita frenetica, le sensazioni di paura e insicurezza tornano ad affacciarsi. Perché la casa è diventata un rifugio per fuggire dai ritmi stressanti che ci siamo costruiti in tanti anni di corse ed affanni.

E’ chiaro che chiudersi in casa non sia la soluzione ideale ma ascoltare quanto succede, può dare buoni spunti per ripensare e riorganizzare la propria vita secondo autentiche priorità.

Troverete molti articoli che daranno ricette per “sconfiggere” questa condizione.

Il punto è che la maggior parte di coloro che sentono questa spinta dovrebbero davvero ascoltare ciò che questo fenomeno sta suggerendo.

Siamo fatti per adattarci alle situazioni e sicuramente troveremo un nuovo modo per uscire dalla crisi.

Ma sappiamo anche che lo possiamo fare o tornando alla vita di prima oppure possiamo ripensare un modo più “ecologico” di vivere.

Le domande da porsi sono sempre quelle:

  • Dove sono ora?
  • Dove voglio andare?
  • Come ci voglio andare?
  • Con chi?
  • Con quali risorse?

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e gestalt counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità.

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