7 consigli pratici per gestire l’isolamento

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Vista la gravità dell’emergenza COVID-19 molte persone si rivolgono a me come counselor chiedendomi un supporto emotivo.

Le limitazioni alla libertà personale, l’incapacità di gestire in modo adeguato la vita personale e professionale, il bisogno impellente di sentirsi sempre connessi e la sensazione di sopraffazione, stanno producendo sintomi di forte stress emotivo con un aumento degli sbalzi di umore dove si alternano risposte aggressive a forte malinconia.

Sono sentimenti e reazioni che ho già visto quando ho vissuto il terremoto che ha colpito la mia terra l’Emilia-Romagna nel 2012 e ho partecipato ai campi di sostegno emotivo.

Li ho poi ritrovati frequentando le detenute del carcere S.Anna in attesa di giudizio.

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In questo caso però, le persone si trovano o sole o al contrario sono costrette a vivere in uno spazio angusto con persone con cui non si trovano bene senza aver commesso nulla di male.

A questa situazione si aggiungono poi, la preoccupazione per il diffondersi del virus, la paura dei contagi ed infine, l’ansia legata a una possibile crisi economica e alle conseguenze che avrà tutto questo sul futuro.
Per fortuna l’OMS ci ha fornito qualche indicazione su come gestire le nostre giornate:

1) Non passate le giornate a seguire le notizie sul coronavirus

Lo so che la preoccupazione è alta e che verrebbe da stare sempre attaccati alla TV e ai social ma non è assolutamente salutare passare il tempo a inseguire le notizie sul coronavirus. Inoltre, se proprio non ne potete fare a meno cercate una fonte affidabile e leggete quella e basta, tenendovi alla larga o limitando l’uso dei social network e ignorando i messaggi e le catene allarmanti su WhatsApp.

2) Mantenere la socialità con le videochiamate ma con il giusto mezzo.

È vero che una delle conseguenze più gravi del contagio è che crea distanza e solitudine. Le relazioni sociali sono fondamentali per farci stare bene da un punto di vista biologico e per restare in salute abbiamo bisogno di sentirci in uno stato di sicurezza che troviamo nello sguardo e nel sorriso delle altre persone. Ma essere sempre connessi può finire per farci sentire sopraffatti.

Se non siamo abituati ad ascoltarci è facile ricorrere al contatto virtuale quasi in modo ossessivo. Ma a volte, dobbiamo prenderci il tempo per stare da soli per riorganizzarci mentalmente ed emotivamente.

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3) Fate attività fisica

Stare bene psicologicamente implica prendersi cura di sé anche dal punto di vista fisico. Muoversi ha una potente funzione antidepressiva, ma è una delle cose più difficili da fare, soprattutto per chi come me vive in una casa piccola, non ha un giardino, un terrazzo e degli attrezzi a casa. Ho scaricato una App che mi aiuta a fare yoga e posso decidere quando farlo a patto di fissare un appuntamento in modo fermo e regolare.

4) Cercate di mantenere la normalità e seguite una routine

Paradossalmente, quello che ci manca in questa situazione di isolamento è la routine poiché viviamo in un tempo indefinito e disordinato. È importante fissare delle attività. Se il mercoledì sera andavate in palestra, fate attività fisica in quell’orario; se il venerdì facevate l’aperitivo con gli amici organizzatene uno su Skype. Svegliatevi, lavatevi e vestitevi, indossate qualcosa di diverso da ciò che usate per dormire. Anche i bambini hanno bisogno di orari fissi. Dategli il permesso di usare tablet e computer, condividete il tempo insieme dandovi sempre lo stesso orario.

5) Fare le cose che rimandate sempre o imparatene di nuove.

Da quanto tempo volete imparare una nuova lingua? Da quanto tempo avete il vostro romanzo preferito da finire sul comodino o da quanto lo avete nella testa e non avete mai avuto il tempo per scriverlo? Per non parlare delle persone che seguite su Face Book e vi siete sempre ripromessi di contattare … Fate una lista delle cose che avete sempre voluto (o dovuto) fare e che continuate a rimandare e fatele. Ciò che conta è considerare questo periodo come un’opportunità per riscoprirvi ed esplorare cose nuove e per avere pensieri nuovi.

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6) Alternatevi nella cura dei bambini e degli anziani

Non tutti si trovano nella condizione di avere più tempo libero anzi, molti genitori devono lavorare da casa e occuparsi dei figli senza l’aiuto di nonni, babysitter e di una eventuale persona che fa le pulizie al posto loro. In questo caso è importante riuscire a darsi il cambio nella cura dei figli o nell’accudimento di un genitore. Ricordatevi che con i più piccoli si può parlare di tutto. I bambini si adattano più facilmente degli adulti a qualsiasi situazione e cambiamento si fidano degli adulti e si affidano a loro. Un genitore spaventato, impaurito, ansioso creerà figli agitati, impauriti. Viceversa, un genitore in uno stato di “ragionevole allerta”, attenzione, precauzione creerà bambini tranquilli. Mostratevi calmi e rassicuranti ma non nascondete la situazione.

7) Mettete in pausa i vostri conflitti e suddividete gli spazi

Passare 24 ore su 24 in uno spazio ridotto con altre persone con cui siamo in crisi può essere estremamente stressante e la cosa più saggia da fare, anche se molto difficile da realizzare, è provare a mettere in pausa il conflitto. Non è necessario condividere tutti gli spazi perciò “marcate il territorio” e suddividetevi gli spazi della casa. Con gli adolescenti sarà una bella sfida perché per loro accettare l’isolamento forzato è particolarmente difficile visto che hanno bisogno dei contatti con i loro amici e sono in una fase di ribellione e criticità verso i genitori. Per loro la priorità è il contatto con il gruppo di pari e il fatto di non poterli frequentare è un bel dramma. Ricordate che gli adolescenti non si preoccupano di un pericolo immateriale ma solo di ciò che vivono concretamente.

TUNNEL

Acquisire nuove abitudini non è semplice. All’inizio possiamo reagire con rifiuto e chiusura. Ma l’unico atteggiamento che possiamo adottare in questo caso di emergenza è quello stoico: darsi una disciplina e “mantenere ferme le bocce”.

Molte persone sostengono che ce la faremo. Altre che alla fine avremo imparato qualcosa di buono. Io non so se tutto questo sarà vero ma so che andremo avanti e che non sarà nulla come prima.

Confido piuttosto, nella naturale resilienza dell’essere umano e nella sua capacità di adattamento!

p.s. le immagini sono di Fabio Magnasciutti

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e gestalt counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità.

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