Coraggio e autenticità

La ricerca di se stessi, della propria autenticità passa attraverso un lavoro che ci mette in gioco.

Cosa vuol dire esser autentici?

Come cambia il nostro comportamento nei confronti dell’altra persona se si agisce in modo autentico? Cosa comporta esserlo?
A quest’ultima domanda rispondo:

tanto coraggio!

Perché spesso ci comportiamo in relazione alla persona che ci sta davanti, innescando quei giochi relazionali che ci permettono di vestire panni diversi a seconda delle situazioni e dei contesti.
Soprattutto in una relazione d’amore.

Fino a quanto si può esser autentici in una storia amorosa?

Difficile a dirsi.
Molto spesso il nostro agire è guidato dalla paura di perdere l’altro, di perdere il suo affetto e le sue attenzioni. Perciò si indossa una maschera, quella che più assomiglia all’ideale che soddisfa il desiderio dell’altro. È un serpente che si morde la coda, perché fin quando l’altro continua a vedere il personaggio, non amerà mai la persona.
E quando la persona si rivelerà totalmente ai suoi occhi si accorgerà di aver amato sino a quel momento qualcuno che non esisteva, se non nei suoi desideri.
Oppure si accentua la parte “positiva” di se’, reprimendo tutti quegli aspetti che si considerano negativi, non degni d’amore.

Accettarsi

Problema forte per chi teme l’abbandono.
Perché chi è stato abbandonato continua ad aver la sensazione di aver commesso qualcosa di così tremendo da meritare di esser lasciato.
Di non esser amato.
Perciò è molto più incline a mostrarsi diversamente da com’è.
Ma il tempo non mente.
Quanto può durare la commedia?
Ci si ritrova dopo qualche anno davanti alla persona che credi di amare, ma guardandola non la riconosci più.
Forse non era lei.
Forse si, soltanto che non ha giocato tutti i suoi aspetti.
O forse è semplicemente cambiata.
Ha smesso di portare la maschera e ora vuole farsi vedere per com’è davvero.
Sempre che se lo ricordi.
Sempre che lo sappia.

Per quanto mi riguarda la persona vera è colei che non trattiene le sue emozioni, le sue sensazioni. È quella che parla chiaramente ma che al contempo riesce a capire il limite di quanto l’altro possa accettare.
È colei che, se omette delle informazioni per qualche motivo che ritiene valido, lo fa in modo consapevole, senza nascondersi dietro un velo trasparente.

Mantenendo sempre fermo chi è, cosa vuole e quali bisogni soddisfa.

Ed infine, è quella che non rinuncia mai a se stessa per il piacere di un’altra persona.

Rischiano l’abbandono.
Piuttosto che perdersi.
Rischiando la solitudine.
Piuttosto che la compagnia di qualcuno che pensa di esser insieme a qualcun altro.
Piuttosto che non esser accettata cosi com’è.
Senza veli. Senza maschere.

 

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e gestalt counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità.

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