Il principio è Amore

Nel nuovo libro di Vito Mancuso[1] ci sono alcune domande che sembrano fatte apposta per un percorso di counseling.

  1. Lo sai in base a cosa ti muovi?
  2. Lo sai verso quale scopo dirigi la tua energia vitale?
  3. Sei consapevole del metodo con cui affronti la vita e del fine che persegui?
  4. Lo sai qual è il criterio del tuo procedere in equilibrio sulla fune della vita?
  5. Si può vivere senza Itaca?

In realtà sono domande esistenziali che prima o poi tutti ci facciamo, a cui pochi osanno rispondere da soli.

Allora si cerca un professionista che ci aiuti a rispondere con sincerità. E disse commossa una mia cliente commossa alla fine di un percorso :

“questi momenti sono un trattamento

di bellezza per l’anima”.

Non poteva dirla meglio! Grazie per avermi scelta!

 

Io ho cercato di rispondere in chiusura del mio ultimo libro “La ballata dell’elefante” e oggi voglio condividerne una parte con voi.

(da La ballata dell’elefante, ed. AlboVersorio, Milano, 2016)

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[…]

ARTEMISIA   C’è un limite preciso nell’amare l’altro. Oltre quel limite, a molti invisibile, non c’è che la volontà di imporre il proprio modo d’essere.

CAVARADOSSI    E quindi nell’ Amore c’è il profondo riconoscimento della libertà altrui.

ARTEMISIA    Sono del parere che nei diversi volti dell’Amore vi sia un unico fattor comune: la totale libertà di ogni persona che ne determina la sua dignità. È la danza tra queste anime che si delineano e trascendono se stesse.

CAVARADOSSI   Il cammino nei sentieri dell’Amore porta all’incontro più profondo e più alto con Dio, inteso nelle sue mille forme.

ARTEMISIA   Mi piace pensare all’Amore come l’unica esperienza capace di dare un senso autentico al nostro passaggio in questo mondo. E questo passaggio ha bisogno di armonia. Attraversare il caos è inevitabile e scompagina l’omeostasi per farci recipienti del nuovo. È  nel vuoto che riusciamo ad accogliere nuova vita.

Penso anche che l’Amore sia ricerca e apertura. Verso le dimensioni del corpo, della mente e  dello spirito. E tutto ciò può avvenire soltanto attraverso la relazione perché attraverso di essa si partecipa alla creazione del mondo.

Penso che se ad oggi ci sono ancora guerre all’insegna dell’uno o dell’altro dio, bisogna trovare un modo differente di comprendere come vivere.

Mi sento allora di appoggiare la via dell’Amore, perché questo sentimento può essere compreso, visto che a tutti è data la possibilità di farne esperienza. Fino all’ultimo respiro, quando cioè finiamo la nostra vita, cerchiamo il conforto di questa relazione. Come il neonato che vive attraverso il calore della carezza materna, così l’anziano trova conforto nell’abbraccio dei cari nell’ultimo passaggio. Dev’essere bruttissimo morire nella solitudine!

E forse in quel momento, quell’abbraccio d’Amore rende meno pauroso il passaggio verso le porte dell’ignoto. Lì nel varco, come tra sonno e veglia, diventa più semplice abbandonarsi alla certa signora e continuare lungo il cammino dell’esistenza.

 

[1] Vito Mancuso, Il bisogno di pensare, Garzanti, 2017

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e gestalt counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità.

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