La passione della tigre

Per comprendere una persona e supportarla in un percorso di crescita non è sufficiente la tecnica. Bisogna ascoltarne la storia, immergendosi nella narrazione considerando non solo la sequenza degli eventi ma le inflessioni della voce, i silenzi, i respiri, gli sguardi …solo così si può essere un buon compagno di viaggio.

Poi viene la tecnica!

Perché anche quella ci vuole, ma con la consapevolezza che questo è un mestiere che si impara attraverso l’esperienza.

Per questo ringrazio sempre di cuore le persone che mi scelgono!

 ***

Farsi la barba per Alessandro non è un problema perché dai tempi dell’università ha deciso di affacciarsi al mondo con quella peluria che in un primo momento cresceva incolta, per poi diventare sempre più morbida e parte integrante della sua immagine. Si guarda allo specchio con distrazione nascondendo l’orgoglio di vedere la propria immagine riflessa. Ma per uno che lo conosca bene sa da alcuni piccoli gesti che ammira il proprio fascino.

Alessandro è un tipo riservato ed estroverso, ingenuamente innamorato di sé stesso e quando si muove lo fa con orgoglio ed eleganza. Con gli anni la sua indole ribelle ad ogni rigidità, imposizione e autorità si è un po’ mitigata soprattutto da quando insegna filosofia al liceo. È certo  che non avrebbe mai potuto lavorare senza quella sensazione di libertà tipica di chi vuole il comando per non essere comandato!

 Nella scuola può soddisfare il suo bisogno di essere amato attraverso la capacità dialettica ed istrionica, sentendosi utile e adorando il dialogo con i ragazzi  che lo ammirano e lo avvertono come un punto di riferimento. Si muove con la passionalità e l’eleganza di un felino cercando di tenere a freno l’impulsività che gli farebbe mandare all’aria la maggior parte delle pratiche burocratiche.

Di temperamento profondo, creativo e intuitivo, ha sempre mostrato una certa inclinazione per la scrittura e la musica,  ma la sua incostanza lo ha continuamente penalizzato per quella sua infantile incapacità di rimandare la gratificazione e quindi di essere costante; perché, si sa,  per eccellere in una qualsiasi disciplina il solo talento non basta!

Pur mostrandosi audace e sicuro di sé, è un tipo profondamente tormentato soprattutto nei confronti della sua famiglia d’origine che ancora non è a conoscenza della sua relazione con Giulio. Questa apparente clandestinità conferisce alla loro relazione un ché di originale e creativo ma poi diventa fonte di continue discussioni quando si avvicinano le feste comandate. Il vero problema di Alessandro è che il suo essere è l’esito di una precoce frustrazione che lo ha fatto sentire svalutato da parte di sua madre, una donna molto forte che non ha mai accettato pienamente la sua vulnerabilità.

Il suo compagno non ha mai nascosto il disagio di questa situazione non pienamente dichiarata ma ama Alessandro e lo accetta nonostante il suo ostinatissimo orgoglio e l’assurda caparbietà nel volersi mostrare sempre forte e mai bisognoso dell’aiuto degli altri.

***

Alessandro vuole lavorare sulla costante sensazione di fatica che prova giorno dopo giorno. Solo  dopo un lungo momento di riflessione decide di contattarmi per intraprendere il suo percorso esistenziale.

Ascolto la sua storia, la riscrivo e la leggo proprio come avete fatto voi e mi dico che Alessandro dovrebbe riconnettersi con il senso della sua carenza, mostrare le sue fragilità e quell’ umiltà che solo un percorso d’apprendimento può favorire. Infondo la scelta della filosofia non è stata casuale. “Saper di non sapere” è la strada che porta all’approfondimento e al vero miglioramento!

Procedo con cautela lasciandomi trasportare dall’intuizione. Riformulo quello che mi ha descritto e alla fine decido di fargli qualche domanda:

  1. Lo sai in base a cosa ti muovi?
  2. Lo sai verso quale scopo dirigi la tua energia vitale?
  3. Qual è l’urgenza profonda che ti spinge a comportarti in questo modo?
  4. A cosa resisti?
  5. In che modo il tuo tema di fondo ti impedisce di essere libero di sentirti appagato nelle relazioni, nel lavoro e nell’affettività?

Così è iniziato questo viaggio, perché è dalla prima condivisione che si può rivedere la propria storia. E da qui ne possono nascere altre.

In questo percorso ciò che conta è quello che di volta in volta si riesce a cogliere di differente rispetto a prima.

E per fare questo bisogna essere disposti a lasciare le resistenze che ci tengono aggrappati alle nostre piccole abitudini esistenziali!

 

Per approfondire

Rollo May, L’arte del counseling, Astrolabio, 1991

Vito Mancuso, Il bisogno di pensare, Garzanti, 2017

Claudio Naranjo, Carattere e nevrosi. L’enneagramma dei tipi psicologici, Astrolabio, 1996

Fritz Perls, Patricia Baumgardner, L’eredità di Perls. Doni dal lago Cowichan, Astrolabio, 1983

http://www.claudionaranjo.net/index_italian.html

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