Il teatro per la scuola

È il giorno degli scrutini in uno dei tanti istituti di provincia. gli alunni non brillano certo, ma i prof danno il loro peggio sul versante sia umano che professionale. Una docente storica dà inspiegabilmente forfait alla sua festa di pensionamento, prevista nello stesso giorno, rendendo ancora più difficoltoso lo svolgimento dello scrutinio, durante il... Continue Reading →

Che fatica la solitudine!

Il punto è che le società molto fragili sono esposte a rischio di rapide monopolizzazioni del potere da parte di pochi. E ciò che mi colpisce è un passaggio dove si sottolinea che: “nel 2017, quattro intervistati su dieci (la ricerca è internazionale) ammettono di vivere con molte preoccupazioni e stress; 3 su 10 di dover fare i conti col dolore fisico associato a malattie di diverso tipo; 2 su 10 di provare rabbia. Una tendenza che trova conferma in un rapporto della World Health Organization secondo il quale la depressione e i disordini dell’ansia sono aumentati rispettivamente del 54% a del 42%, tra il 1990 and 2015. Più in generale, sempre secondo la stessa fonte, le persone che hanno problemi di salute mentale a livello mondiale hanno ormai superato il numero record di 700 milioni.” Ma la solitudine è davvero da intendersi come una malattia del singolo? La solitudine è una malattia mentale? La tendenza a psicologizzare ogni manifestazione emotiva suggerisce un certo tipo di visione umana: fragile, autolimitata e bisognosa di qualche intervento dal punto di vista farmacologico e/o terapeutico. Purtroppo, la spinta al materialismo e al consumismo fanno sì che le persone si allontanino da una visione (sistema di simboli attraverso i quali facciamo esperienza del mondo e costruiamo significati) dell’esistenza intessuta di rapporti umani, di coesione e solidarietà. Sono convinta invece, che la nostra cultura si debba ricostruire intorno ad una maggiore partecipazione, dove i problemi del singolo non debbano essere affrontati soltanto sulle poltrone ma che ci debbano essere più luoghi di incontro, di condivisione e di partecipazione. Vedo questo tema adatto ad uno studio integrato che chiami in causa diverse figure e istituzioni per comprendere questo fenomeno e fronteggiando i limiti di quella “liquidità” già sdoganata dal sociologo Bauman.

Il pilastro europeo dei diritti sociali di Göteborg

"Il pilastro sociale illustra i principi in cui crede l'Europa. Vogliamo un'Europa che lotti contro la disoccupazione, la povertà e la discriminazione, un'Europa che offra pari opportunità ai giovani e alle persone vulnerabili. Il pilastro sociale si fonda sui nostri valori comuni e orienterà i nostri futuri lavori per un'Europa più equa." Primo ministro estone... Continue Reading →

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