Ogni giorno, in carcere, c’è un gesto semplice: accendere la televisione. Le notizie scorrono rapide, quasi sempre lontane. Questa volta no. Questa volta il nome è quello di una compagna. Una presenza conosciuta nei corridoi, nei laboratori, nei tempi lenti della detenzione.In sezione cala un silenzio diverso. Non è indifferenza. È lo smarrimento di chiContinuaContinua a leggere “L’abisso che ci riguarda”