Stelle polari

Riprenderò le mie riflessioni del lunedì attraverso l’anima degli oggetti e ciò che rappresentano per me. Inizierò questo nuovo anno con una riflessione sull’etica per non finire come le scimmie che spingono dei tasti solo perché lo hanno imparato automaticamente.

Professionalità senza etica è un corpo zoppo

Se tu segui la tua stella/ non puoi fallire a glorioso porto” -Dante Alighieri, Inferno, XV, 56-57.

Che cos’è l’ etica se non quella scia di stelle polari che guidano i comportamenti.

Dobbiamo avere una stella polare da seguire altrimenti è solamente caos! Ma la stella non è pensabile senza il percorso per affrancarsi da quel mare di istinti interiori e condizionamenti esteriori che ci limitano.

Etica è apertura verso il sentimento dell’ infinito leopardiano che ci fa trascendere facendoci sentire piccola polvere di quelle stesse da cui veniamo e che sono indipendenti dal nostro ego. Guardare alle stelle è poetico ma fa anche soffrire perché si tratta di andare oltre il proprio ego comprendendo che quelle stelle siamo noi! E per farlo ci vuole coraggio, una buona dose di speranza e apertura alla meraviglia!

Io non sono solo per ammirarle ma per andare loro in contro pur sapendo che non le raggiungerò mai nonostante i comportamenti quotidiani. Ma è così che diventiamo stelle pure noi!

L’ immobilismo etico del nostro tempo ci fa vivere in un mondo dove nulla è a misura dell’uomo, dove tutto è squilibrio e la società è collettività cieca a favore del consumo e degli istinti di autoaffermazione, spesso a discapito degli altri e della natura.

È in questo modo che lavoriamo per lo più per pagare i debiti fatti per soddisfare voglie egoistiche e spesso indotte, separando il lavoro dalla conoscenza, dal diritto, dall’aspirazione e dai nostri talenti. Da cos’è bene e cos’è male.

Tutto ciò crea senso di smarrimento tanto che persino gli psicanalisti ci dicono che se a inizio del secolo scorso i pazienti si presentavano perché oppressi dal super io e i sensi di colpa – oggi dove per lo più si sono superati i vincoli culturali e religiosi – si presentano per problemi opposti causati da un ego super. A questo proposito suggerisco un bellissimo monologo di G. Gaber sulla consapevolezza per riflettere un po’.

Dalla “morte di Dio” avvenuta grazie a Nietzsche, abbiamo cominciato a pensarci esseri liberi da ogni dogma che ci ha fatto confondere la libertà con il liberismo e la volontà di potenza. Con il risultato di aver trasformato la società in una collettività assuefatta dall’avidità e dalla miopia, dove all’interno di questa società, l’uomo sperimenta al contrario di quanto desiderato, impotenza e angoscia.

Forse dovremmo sapere di più del mondo perché ne sappiamo troppo poco e ancora peggio, non vogliamo informarci.

Vogliano saper fare senza sapere né tanto meno saper essere.

Per esempio, potrebbe esistere un’economia sociale fondata sugli scambi relazionali più che mercantili e che prospetti all’orizzonte la possibilità di una rivoluzione etica?

Perché credo anche io come il filosofo e teologo laico Vito Mancuso che vi sia un’ etica innata che ci fa volere il bene, il nostro bene e il bene dell’altro (fondamento p.p. 65-74)

Purtroppo ci hanno sempre detto che l’essere umano è per natura aggressivo, materialista, utilitarista e dominato dall’interesse personale. Ma tutte le scienze parlano invece di una natura portata per le relazioni, il rispetto e la condivisione.

Grandi sogni sono sempre stati realizzati grazie alla cooperazione e ad una visione verso un progetto che trascende i bisogni immediati.

Le stesse persone felici di solito vivono la propria vita in un micro mondo di legami più o meno intimi. Purtroppo la storia, nella maggior parte dei casi è scritta dai delusi e dagli scontenti, dagli arrabbiati e dai ribelli o da coloro che sono interessati ad esercitare il potere sugli altri per sfruttarli.

Forse le persone comuni sono meglio di quanto si creda. Certo che esistono le distorsioni e le patologie del potere. Ma l’evoluzione dell’uomo non è solo una lotta aggressiva tra più forti e più deboli dove chi vince sono i più forti!

Io penso che siano il conforto reciproco, la ricerca del bene e valori etici a portare gioia nella vita di ciascuna persona. E alla domanda perché perseguire l’etica visto che è tanto faticosa, risponderei per star bene e per essere una bella persona, quindi per stare bene con se stessi e gli altri.

Non è un caso che gran parte delle nostre interazioni quotidiane siano di tipo empatico ma questa empatia senza una riflessione valoriale può essere sterile e strumentalizzata.

Dunque il segreto è puntare sull’etica globalizzata!

Seguire le stelle polari!

Entrando in contatto con questo senso di trascendenza che si prova davanti alla meraviglia della vita nelle diverse forme della natura.

Abbandonarsi davanti all’orizzonte del mare, perdersi nel silenzio del deserto, guardare un cielo stellato, camminare nei sentieri di montagna.

C’è stato un tempo in cui la verità era dettata dalle leggi religiose, una verità dogmatica. Poi è venuto il tempo della scienza e oggi della tecnologia. Ma la verità è che il mondo non sta meglio. Per fortuna possiamo andare oltre.

Il punto sta nella creazione di una coscienza etica condivisa poiché tutto viene costruito attraverso le relazioni. Il senso stesso dell’esperienza è strettamente in relazione con gli incontri che facciamo.

Quindi dobbiamo ripensare anche al concetto di libertà, non come capacità di perseguire il proprio interesse personale per salvaguardare la propria autonomia. Perché in questo caso sarebbe solo la libertà di escludere, di essere indipendenti dagli altri, di isolarsi.

La soddisfazione del vivere non si riduce alla quantificazione di quanto si riesca ad essere autosufficienti. La vita è piena se è una vita di relazione con il mondo e con le persone che abitano il mondo. Anche sul lavoro.

Ecco perché penso che la libertà sia la capacità di cogliere le opportunità empatiche che la vita ci presenta e scegliere quali di queste frequentare. Quelle con cui possiamo abbandonarci sentendosi anche vulnerabili davanti all’immenso.

Se riusciremo a superare il nostro ego per seguire le stelle polari, allora sarà più semplice accettare anche le naturali fragilità, perché non dovremmo sempre nasconderle con la paura che qualcuno se ne approfitti.

Infondo la Regola d’oro in tutte le religioni e culture è molto semplice: desidera per gli altri ciò che desideri per te. Non fare ad altri ciò che detesti per te!

Ammesso di essere sufficientemente sani, l’etica può essere perseguita coltivando saggezza, giustizia, coraggio come forza interiore, fermezza come pazienza o capacità di contenere le frustrazioni; temperanza ovvero l’arte di essere seri senza prendersi mai troppo sul serio.

Riferimento: Vito Mancuso, Etica per giorni difficili, Garzanti 2022

Se ti piace quello che leggi puoi condividerlo sui tuoi social.

Se vuoi approfondire questo tema nel lavoro o nella vita privata contattami.

Grazie per il tuo tempo!

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e Gestalt Counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità. Sono appassionata d'arte e di viaggi e per questo sempre in cammino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Nemesys

Il mio modo di esserci

Il Diario di LaMeLa777

La mia vita qualunque!

nonsolobiancoenero

La vita è un’enorme tela: rovescia su di essa tutti i colori che puoi (Danny Kaye)

Ontologia, psicoanalisi, logica. Personale docente Università degli studi di Verona

Logica, filosofia della scienza. Psicoanalisi clinico didattica.

Lascia vivere il pensiero...

e seguine la sua scia

La psicoanalista rinascimentale

Storie di follia ordinaria

Sicilia

Il nostro viaggio d'istruzione

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: