L’illusione delle scorciatoie

Tutte le volte che nella vita ho cercato di anticipare delle tappe irrispettosa dei tempi naturali delle cose, ho fallito.

La maggior parte delle persone prova ansia di voler concludere le situazioni in cui si trova, specialmente quelle che mettono in discussione abilità, comportamenti o semplicemente il desiderio di arrivare.

Ma dove? E per fare cosa?

Vogliamo fare presto e vogliamo tutto. Che sia fatto bene passa spesso in secondo piano.

Le persone che iniziano un percorso formativo vogliono arrivare presto alla conclusione, chi cerca lavoro lo vuole trovare in tempi brevi, chi si approccia al cliente ha l’ansia di chiudere la trattativa.

I ragazzi che non hanno un buon rapporto con la famiglia se ne vogliono andare troppo presto bruciando quelle tappe senza averne gli strumenti.

La persona che vive un lutto lo deve superare in fretta sia che viva un suo lutto personale sia che viva vicino ad una persona che lo sta attraversando.

E ancora i pomodori devono venire su in fretta, la frutta in serra deve anticipare le voglie dei consumatori, gli animali vengono ingozzati per essere presto ridotti in merce in scatola.

              Alcuni fingono di non accorgersi di questa condizione nascondendosi dietro alla frase “ma è così che gira il mondo”, come se il mondo girasse in un verso senza una spinta propulsiva data dalle azioni che ciascuno di noi adotta giorno dopo giorno.

O ancora meglio quelli che dicono “ma io cosa ci posso fare, è il sistema che deve cambiare!” con una convinzione tale da farli dormire nei sonni degli ignavi.

La verità è che non ci sono né sconti né tanto meno scorciatoie.

Il medico, l’ingegnere o l’operatore che avrà saltato le tappe necessarie per imparare una professione, grazie ad appoggi, conoscenze e furbizia, la pagherà.

Come la pagherà il bambino che per l’ansia degli adulti di vederlo già grande, verrà incitato a saltare le tappe naturali della sua crescita.

Vogliamo essere promossi senza studiare, adottando qualsiasi stratagemma pur di bruciare le tappe e toglierci il pensiero. Ma la verità è che i tempi dell’apprendimento sono differenti da persona a persona e che l’obiettivo del voto o del pezzo di carta è solo l’illusione di avere qualcosa che accresca la nostra stima.

Chi cerca un lavoro non lo trova subito soprattutto se vuole un lavoro adatto a se stesso, perché il rischio è di inciampare in qualcosa che soddisfa solo in parte le proprie esigenze.

Avere un rapporto conflittuale con i genitori è naturale e non è detto che per superare quei momenti si debba necessariamente fare le cose “da grandi”.

Il commerciale che si focalizza sulla chiusura della vendita commette due errori: il primo è promettere ciò che non può mantenere perché non si è preso il tempo di verificare se quanto va dicendo è fattibile; due la cura del cliente non avviene perché si soddisfano le sue aspettative, visto che spesso sono irrealizzabili e non è detto che soddisfino i reali bisogni.

La malattia, qualsiasi malattia ha il suo decorso. Possiamo imbottirci da farmaci ma il risultato sarà un corpo che non ha acquisito le difese necessarie.

Il lutto è un momento sacro. Non esistono modi per superarlo velocemente, né fantomatiche pillole né psicoterapie brevi. Il lutto ha una funzione esistenziale specifica che serve all’individuo per masticare l’esperienza fino a renderla parte di sé e solo dopo ricominciare.

E infine, la frutta e le verdure in serra non sanno di niente. Avranno anche dei bei colori e sono tendenzialmente di fattura perfetta. Ma non profumano. Stessa cosa per tutti i prodotti che siamo abituati a consumare in tutte le stagioni dell’anno.

Tutte le volte che ho voluto bruciare le tappe e che ho cercato scorciatoie ne ho pagato il prezzo. E se potessi tornare indietro con questa consapevolezza accetterei di rimanere nella situazione anche se frustrante e dolorosa. Farei in modo di gestire la tristezza che tanto è momentanea come la maggior parte delle emozioni; mi terrei la pancia e stringerei i denti perché forse c’è da imparare anche a fare questo.

Forse ciò che non riusciamo ancora a fare è darci tempo!

Se lo ritieni utile puoi condividere l’articolo sui tuoi canali. Se vuoi una consulenza per approfondire alcuni temi scrivimi. Grazie per l’attenzione!

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e Gestalt Counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità. Sono appassionata d'arte e di viaggi e per questo sempre in cammino.

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