Ambizione orizzontale

La realizzazione personale coincide con l’evoluzione della personalità attraverso la propria forza creativa.

Non è un accumulo di performance per ottenere riconoscimenti e meriti. Infatti questo tipo di ambizione verticale ha i paraocchi: vede solo avanti e in alto. È molto spesso figlia di un’ insoddisfazione di fondo e ancora più spesso viene usata come strumento di manipolazione.

Chi ne è succube non può essere davvero libero.

Fino a qualche decennio fa l’ambizione verticale era direttamente collegata allo stadio. Chi mirava all’ascensione sociale sacrificava soldi e tempo per studiare e per molte famiglie veniva vissuto come orgoglio e opportunità.

Oggi i titoli sono inflazionati, le lauree non consentono un avanzamento nè tanto meno ricchezza.

Quindi la domanda lecita è perché studiare?

Personalmente sposo la visione di Gabriele Romagnoli, che nel libro “Solo bagaglio a mano” (p. 74), persegue un’ambizione di tipo orizzontale:

  1. invece di carriera esperienza
  2. Invece di riconoscimenti conoscenza

Il motivo è semplice: per essere persone libere e ricche di conoscenze, essere persone migliori.

Per quanto mi riguarda è già un buon motivo per studiare!

Il libro di Romagnoli può essere sintetizzato nella frase: “se fermaste cento persone in partenza all’ingresso di un’aeroporto, notereste una statistica, una proporzione inequivocabile: grande viaggiatore, piccolo bagaglio, e viceversa. L’esperienza aggiunge, ma anche insegna a togliere. Avvicina al nocciolo, all’indispensabile”.

Quindi, non ingombrare, non essere ingombranti: è l’unica prospettiva che si possa contare fra quelle positive, efficaci, forse anche moralmente e politicamente buone. Il bagaglio a mano, per esempio. Un bagaglio che chiede l’indispensabile, e dunque, chiedendo di scegliere, mette in moto una critica del possibile.

Un bagaglio che impone di selezionare un vestito multiuso, un accessorio funzionale, persino un colore non invadente. 

Il bagaglio del grande viaggiatore diventa metafora di un modello di esistenza che vede nel “perdere” una forma di ricchezza, che sollecita l’affrancamento dai bisogni, che non teme la privazione del “senza”

Scelte che si possono fare solo se si possiedono gli strumenti culturali, cognitivi ed emotivi.

Anche di fronte alle più torve minacce del mondo, la leggerezza di sapersi slegato dalla “pesantezza” del vivere occidentale, diventa un’ipotesi di salvezza. 

Viaggiare leggeri. Essere leggeri. Vivere leggeri.

E’ quello che capita a chi decide di abbandonare l’ambizione verticale per un’ambizione orizzontale, che non genera conflitti perché nel mondo c’è posto per tutti (in azienda meno).

L’ambizione orizzontale si focalizza sul rimanere in contatto con se stessi e i propri desideri per trasformarli in esperienze concrete. Ma per fare questo bisogna individuare ogni tipo di zavorra e avere il coraggio di privarsene.

Significa uscire dall’ordinario, uscire dalle autostrade per godersi il silenzio del panorama.

In ogni istante, anche ora, anche intorno a voi, finiscono amori, si sgretolano patrimoni, vengono cancellate esistenze irrinunciabili e contemporaneamente si accendono altre passioni, crescono nuove fortune, sbocciano splendide vite. E si va avanti“.

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Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e gestalt counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità.

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