Pensavo fosse amore… invece era un calesse!

Come comunicare in modo chiaro e trasparente

Quando le persone si rivolgono a me cercano soluzioni a difficoltà che incontrano nell’entrare in contatto con le situazioni della vita.

Nella formazione e nel counseling non suggerisco mai ricette da seguire, piuttosto traccio dei percorsi che diano spunti di riflessione per gestire e mantenere un certo equilibrio con la quotidianità, assieme alla persona che si rivolge a me.

La CHIAREZZA COMUNICATIVA è il primo argomento del percorso “ I 4 PASSI PER LE BUONE RELAZIONI” che ho pensato per rendere la nostra presenza più incisiva e autorevole.

Vi è mai capitato di avere la sensazione di non essere capiti?  Siete sicuri che quando comunicate il vostro messaggio sia compreso come volete voi?

Quando si è poco chiari e trasparenti il rischio è che si creino delle false aspettative sugli impegni reciproci, sulle intenzioni e sulla comunicazione stessa.

Essere chiari non significa soltanto parlare correttamente la stessa lingua. La trasparenza della nostra comunicazione può dipendere da tanti fattori relativi sia al nostro pensiero che alle nostre relazioni.

Un esempio? Mettiamo che promettiate ad un collega, un cliente o ad un vostro caro di fare una certa cosa “al più presto”.

E mettiamo che per voi fare le cose al più presto significhi che le farete dopo aver fatto la spesa, dopo aver fatto delle telefonate, dopo che siete andati in palestra o a prendere i bambini.

Cosa vi assicura che il vostro interlocutore abbia davvero capito il reale significato del vostro messaggio?  Magari per lui  “al più presto” significa che farete quella certa cosa entro due ore. Quindi si creerà in lui o in lei una falsa aspettativa, soltanto perché non vi siete chiariti sul significato dell’impegno che vi siete presi.

Non siete ancora convinti? Vi faccio un altro esempio:

vi è mai capitato di sostenere una posizione perché ci credete davvero e mentre la esponete il vostro tono di voce diventa forte, il volume si alza ed il ritmo aumenta?Per voi sarà normale perché siete davvero convinti di ciò che state sostenendo. Ma cosa capisce chi vi ascolta?   Qualcuno potrebbe giudicarvi arrogante dando un significato sbagliato al vostro modo di fare, soltanto perché il suo è completamente diverso.

In sostanza, la chiarezza di un messaggio è determinata da quanto il significato di una parola, un concetto, un’intenzione o un modo di fare siano condivisi con la persona con cui stiamo comunicando.

Tutto ciò risulta in modo molto forte nel lavoro che gli attori e i registi fanno per trasmettere esattamente ciò che vogliono. È una pratica di osservazione di sé e del proprio modo di comunicare. In questo processo è importante avere consapevolezza dei propri pensieri e delle emozioni connesse. La nostra attenzione ci aiuta a focalizzare le intenzioni che vogliamo trasmettere al fine di trasformare il nostro mondo interiore in azioni concrete.

Perciò possiamo dire che per trasmettere un messaggio in modo efficace e pulito ci deve essere una certa COERENZA  TRA ATTENZIONE-INTENZIONE-AZIONE.

Dunque

  1. Prima di tutto CHIARITEVI LE IDEE!
  2. Assicuratevi di PARLARE LA STESSA LINGUA
  3. Assicuratevi che IL SIGNIFICATO SIA LO STESSO per voi e per chi vi ascolta
  4. OSSERVATE IL FEED BACK cioè il messaggio di ritorno che spesso non è solo verbale. Ricordate che il nostro interlocutore è colui che può dire se siamo stati chiari oppure no!
  5. Ricordatevi che QUALSIASI COSA VOI FACCIATE O NON FACCIATE È COMUNICAZIONE perché non si può non comunicare!
  6. Siate curiosi e ANDATE OLTRE LE PRIMA RISPOSTA e METTETEVI IN DISCUSSIONE, se non sul contenuto del messaggio, almeno sul vostro modo di esporlo.

 

… IN CONCLUSIONE

Il percorso di conoscenza di sé aiuta non solo a portare chiarezza nella nostra testa ma sviluppa anche un modo più trasparente per relazionarci con gli altri e ci restituisce una comunicazione più vera e trasparente .

Attraverso il confronto diretto con l’esperto ci si può guardare come davanti ad uno specchio per migliorare costantemente e di vivere le situazioni con più padronanza si sé.

Grazie per avermi letto fin qui,  vi aspetto per il prossimo articolo sulla GENTILEZZA il secondo de “I 4 PASSI PER LE BUONE RELAZIONI”

 

 

 

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