Counseling in cammino

Abitiamo in un tempo in cui spesso si sovrappongono modalità di interazione tradizionali a quelle digitali. Certo è che mai più di ora abbiamo avuto momenti per scambiare idee, opinioni e nutrirci di relazioni. E spesso i momenti che ci cambiano la vita avvengono in contesti informali e in modo del tutto inaspettato.

Ma nella relazione d’aiuto siamo spesso abituati a trovarci seduti ad un tavolo o su due poltrone una di fronte all’altra. Purtroppo anche gli incontri di counseling possono innescare abitudini e fissazioni che si imprimono nel nostro corpo in schemi corporei e mentali. Ma se vogliamo vedere le cose in modo differente dobbiamo trovare nuove modalità che ci attivino nel processo di cambiamento.

Per esempio,camminando riusciamo a superare quegli schemi che ci costringono molto spesso in setting che prolungano inconsapevolmente statiche abitudini ormai consolidate. Infatti è comprovato che il cambiamento abbia bisogno di movimento e di azione.

Attraverso le domande stimolo del counseling si raggiunge un certo grado di chiarezza e consapevolezza. E camminando si possono attivare le parti più creative per il nostro benessere.

Questa pratica mi viene sempre più richiesta sia in azienda che nel privato. Con Marco stiamo facendo un percorso di empowerment per migliorare la sua empatia e la sua leadership nei confronti del team di lavoro. Ogni settimana ci troviamo in azienda e dopo aver fatto il punto della situazione iniziamo a camminare facendo sempre percorsi diversi.

Con Sarah che è appena stata assunta e che vuole inserirsi all’interno di un team ben affiatato ma non si sente ancora sicura e valorizzata, facciamo la stessa cosa. Mentre camminiamo io l’ascolto mentre lei sceglie la strada da seguire. Ogni stimolo viene integrato immediatamente e da quando pratichiamo questo metodo, abbiamo notato che l’assimilazione delle nuove intuizioni è molto più veloce.

Stessa cosa per Luca che ha chiesto il mio sostegno per intraprendere un percorso di accettazione della omosessualità. L’ultima volta che ci siamo visti con Meet io lo ascoltavo dal mio pc e lui camminava in un parco nei pressi di casa sua perché dice che si sente più tranquillo e muovendosi si sente più recettivo.

Trovo che il counseling debba uscire dagli schemi tradizionali di setting che richiamano la psicoterapia visto che il fine è un altro e si rivolge a persone con altre necessità e obiettivi.

Se ci pensiamo la filosofia è nata in cammino. Si è perfezionata con Socrate nelle strade di Atene, nelle dispute sotto i portici dell’Accademia di Platone, nei giardini di Epicuro, nell’agorà di Alessandria e, in seguito, nella quiete dei chiostri monacali.

Il counseling in cammino è un esercizio di meditazione senza fretta, per ripensare alla propria esistenza e guardare con occhi diversi le cose e il mondo.

In questo senso il counseling in cammino può essere un’ utile via per liberare le energie compresse e l’infinito potenziale che ci separa dai nostri desideri.

Se pensi che questo servizio possa essere utile e vuoi contribuire alla sua diffusione, condividilo attraverso i tuoi canali social. Per un confronto contattami.

Grazie per avermi dedicato il tuo tempo!

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e Gestalt Counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità. Sono appassionata d'arte e di viaggi e per questo sempre in cammino.

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Ontologia, psicoanalisi, logica. Personale docente Università degli studi di Verona

Logica, filosofia della scienza. Psicoanalisi clinico didattica.

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