Il mondo piange perché non ha occhi per vedere il bello che c’è

È difficile scrivere in un periodo drammatico come questo. Non avrei mai pensato di vedere scene di guerra così vicine e casa mia eppure la pace non è mai scontata e tutti siamo chiamati a lavorare giorno dopo giorno per costruirla e mantenerla.

Ma cosa può fare ciascuno di noi? Tutti possiamo dare un contributo per quelle che sono le nostre attitudini. Io ho scelto di occuparmi di consapevolezza e di confrontarmi con le persone sia individualmente che nei gruppi.

Ultimamente ho finito di leggere un libro che a modo suo è molto attuale considerando il lungo periodo di decadimento che stiamo attraversando.

L’ultima immagine infatti, J. Hillman sceglie Ravenna come parallelismo tra la caduta del mondo antico travolto dalla devastazione barbarica e il crollo del mondo prossimo venturo, derivante dal suo modello economico e dalla distruzione ambientale del nostro tempo. E’ stato scritto prima della guerra in Ucraina ma il tema centrale che tratta, cioè le immagini autentiche, mi riporta inevitabilmente all’attualità.

Che cosa possiamo imparare oggi che stiamo vivendo due catastrofi, dal crollo dell’Impero romano d’occidente e dall’arrivo dei barbari? La risposta è che possiamo imparare ad usare la Grande Immagine.

Basilica di San Vitale Ravenna

Fare immagine è il nucleo costitutivo e una componente inscindibile del fare anima: fare anima significa immaginare, fantasticare, componenti essenziali dell’atto immediatamente creativo. E senza immaginazione non si può neppure pensare e desiderare la costruzione di un mondo migliore!

[…]Imagine there's no countries
It isn't hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion, too
Imagine all the people
Livin' life in peace […]
J. Lennon

Ravenna è femminea, sostiene Hillman e lo dimostrano i suoi mosaici  che descrivono il corteo delle vergini a Sant’ Apollinare con le sue processioni muliebri delle cerimonie pagane descritte nei misteri di Eleusi, dove le donne ricoprono un ruolo principale. Non è un caso che vi siano rappresentante tante donne e non solo Galla Placida, genius loci della città, sembianza della domina che Boezio chiama Philosophia.

S. Apollinare Ravenna

Questo è ciò che mi hai insegnato Bisanzio. Che c’è un’immagine più profonda dell’immagine visibile… Idee di immagine invisibile che ci guarda mentre guardiamo l’immagine visibile.”

Ovvero fare immagine significa fare anima contro le immagini surrogate, superficiali e fasulle, diffuse grazie ai media e alla propaganda politica, dove l’immagine esteriore è destinata ad accendere il desiderio di beni materiali e paure ancestrali, distogliendo la psiche dall’ immagine interiore, alla cui ricerca, invece, l’immagine vera tende.

A provocare l’immaginazione è invece l’immagine profonda, invisibile perché come scrive Pavel Florenskij nella sua teorizzazione dell’immagine sacra, ogni icona è una finestra.

E Jung nella sua teoria dello spettro,  sostiene che il lavoro con l’immagine cambia l’emozione o comunque ha effetto sull’ emozione. La funzione che i teologi dell’VIII e del IX secolo sia bizantini hanno assegnato all’immagine sensibile è che può venire aperta solo da un’immagine dell’anima.

Per Hillman quindi, l’origine del nostro crollo contemporaneo dipende da un’ emozione intrappolata, un’emozione che non è vivace. È innanzitutto questo che causa un fallimento universale dell’immaginazione.

L’atto creativo diventa inevitabilmente un modo in cui ogni persona può darsi un anima perché diventiamo ciò che vediamo.

Quindi che cos’è un’immagine? È colei che crea esperienza, l’esperienza del vedere se stessi riflessi.

E in tutto ciò possiamo diventare simili a ciò che vediamo. Questo è il principio base dell’iconografia. Le immagini si imprimono nel nostro essere. Ma per cogliere in profondità questa opportunità, dobbiamo riattivare il senso del mistero.

Se solo ci soffermassimo a guardarle subiremmo una trasfigurazione, una forma di ek-stasi, un’uscita da noi stessi.

Credo che sia per questo che guardando le immagini di Mariupol la nostra anima si spaventa e inorridisce mentre al contrario, posando l’occhio su un quadro, un tramonto, ascoltando musica o immergendosi nella natura ci sentiamo intimamente appagati e riappacificati.

  • Quali sono le immagini che ci danno serenità?
  • Quali sono i luoghi in cui ci sentiamo in armonia?
  • Quali immagini ci rassicurano?
  • Come possiamo sostituire le immagini di devastazione che ci terrorizzano?
  • Come possiamo creare immagini di Bellezza?
  • Come possiamo dare un nostro contributo al mondo?

Se lo ritieni utile puoi condividere l’articolo. Se vuoi approfondire o vuoi un confronto scrivimi. Grazie per l’attenzione!

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e Gestalt Counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità. Sono appassionata d'arte e di viaggi e per questo sempre in cammino.

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