Prendersi cura del futuro

Praticando la Consapevolezza ci si accorge di essere «distratti». Ogni volta che accade possiamo ricentrarci per vivere pienamente nel momento presente. Queste “distrazioni” ci allontanano spesso da quello che davvero ci muove e ci dà linfa vitale. Ma senza una direzione chiara, non bastano più il sapere e il saper fare.

Invece, è interessante scoprire come al di là delle pre-occupazioni quotidiane, possiamo trovare il nostro centro, ancorandoci ai nostri, bisogni, ai nostri valori e ai nostri desideri.

In questo modo, si aspira a tracciare in modo più semplice e più chiaro il proprio percorso di vita, acquisendo non solo più sicurezza di sé nella dimensione presente ma anche disegnando le basi verso la dimensione personale e professionale del futuro.

Mai come oggi l’ambivalenza e la contraddizione sembrano connotare il nostro modo di vivere.

Il ritmo accelerato degli spostamenti, dei cambiamenti, delle comunicazioni, della ricerca e della produzione tecnologica si affiancano a un diffuso senso di impotenza relativo alla capacità individuale di incidere sul corso degli eventi sociali e personali.

L’ istantaneità con cui ogni evento (lontano nel tempo o nello spazio) può essere presente e l’emergenzialità come sua qualità, convivono con un diffuso atteggiamento di indifferenza, che si concretizza nel consolidamento di modalità ripetitive nell’affrontare la quotidianità.

La rincorsa al nuovo e all’aprire definitivamente e gloriosamente i limiti del tempo, vincendo persino la morte, coabitano con la percezione di un futuro minaccioso, che inchioda a un presente senza prospettive.

Non è cambiato solo il tempo sociale – del lavoro, delle istituzioni, delle comunicazioni, ecc. – ma anche il tempo soggettivo: la percezione che ciascuno ha del suo tempo e i significati che gli dà, il modo di amministrarlo o di governarlo. Infatti viviamo in un tempo frammentato.

Il luogo in cui ognuno di noi cresce e impara sembra essere costituito da tanti luoghi animati da modalità differenti di vivere e di sporgersi sul futuro: modalità ambigue e solitamente poco identificabili.

Dal punto di vista temporale, uno degli effetti che esso produce è la centratura sul presente basato sull’episodicità come modalità di vivere il proprio tempo.

La conseguenza più rilevante sembra risiedere nel fatto che si perde la capacità di trovare quegli strumenti culturali capaci di promuovere un’elaborazione individuale e sociale dell’esperienza.

Il lavoro sulla Consapevolezza, offre strumenti che possono aiutare a metabolizzare le contraddizioni del vivere in una complessità siffatta e quindi ad abitare il disorientamento che ne scaturisce.

Sono strumenti attraverso i quali si possono conciliare il tempo imposto dai diversi luoghi di vita e il tempo soggettivo, incarnato nella corporeità di ciascuno.

Perché, nonostante una diffusa tendenza a negare il suo invecchiamento e le sue fragilità, il corpo esiste, con i suoi tempi di crescita, di apprendimento, di cambiamento, di avvicinamento alla morte. È nel corpo che si vive una certa esperienza del tempo, indipendentemente dalla consapevolezza che se ne può avere, differente dalla temporalità sociale.

Quindi, la dimensione del divenire introduce a una visione qualitativa che presuppone la capacità di anticipare il futuro prendendosi cura di sé delle relazioni e dell’ambiente.

Possiamo metterci alla prova nelle situazioni contingenti, a partire dai limiti che il nostro corpo incarna nel modo di “essere-nel-mondo”, per immaginare un’altra ipotesi di sé. 

In quel presente ciascuno può comprendere passo dopo passo chi può essere, governando di passaggio in passaggio il proprio tempo, dando forma al proprio divenire, valorizzando ciò che accade momento dopo momento.

Divenire sempre di più se stessi, costruendosi giorno dopo giorno, accettando gli inevitabili cambiamenti come le lucertole che cambiano pelle e continuamente si rinnovano.

La pratica costante della consapevolezza ci insegna a fidarci della nostra saggezza e autorità interiore senza aver bisogno che qualcun altro ci dica ciò che sentiamo e ciò di cui abbiamo bisogno.

In questo processo, si scopre cosa significa veramente essere se stessi e vivere la vita con autenticità e profonda consapevolezza di sé per essere liberi.

Riflessioni

Quanto dedichi al tempo personale?

Come fai a trovare l’equilibrio tra le parti del tuo tempo?

Quale settore della tua vita stai trascurando?

Di cosa hai bisogno per poterti riprendere il tuo tempo?

L’equilibrio è fonte di benessere. Se senti il bisogno di un confronto scrivimi. Mi impegnerò a darti una mano.

Pubblicato da Dott.ssa Anna Perna

Formatrice ad approccio umanistico filosofico e gestalt counselor. Umanista convinta, mi occupo da oltre 15 anni di apprendimento continuo, di sviluppo della persona e delle comunità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Ontologia,Psicoanalisi,Logica.

Logica, filosofia della scienza.

Gioia per i libri

Recensioni - Poesie - Aforismi

La psicoanalista rinascimentale

Storie di follia ordinaria

Sicilia

Il nostro viaggio d'istruzione

Daniel Goleman

Emotional intelligence, social intelligence, ecological intelligence

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: