
A Modena c’è un motto latino che compare nello stemma della città, inciso su un cartiglio sotto lo scudo: Avia pervia. Da modenese, per anni l’ho visto senza interrogarlo davvero, come si fa con le cose familiari che sembrano scontate. Solo col tempo ho compreso che quelle due parole — rendere percorribili le vie impervie — non raccontano soltanto la storia di un territorio, ma descrivono un modo di affrontare la realtà che attraversa i secoli.
Modena, l’antica Mutina romana, nacque in un contesto ambientale complesso, tra paludi e terreni instabili. Per sopravvivere e svilupparsi fu necessario costruire strade, bonificare, creare passaggi dove prima c’erano ostacoli. Avia pervia divenne così una dichiarazione di identità collettiva: la capacità di trasformare la difficoltà in possibilità.
Quello stesso principio, oggi, trova un sorprendente parallelo nel modo in cui affrontiamo le sfide interiori.

Col tempo ho capito che quello stesso principio — rendere praticabile ciò che sembra impraticabile — era anche il filo rosso del mio lavoro. Così Avia pervia, da motto cittadino, è diventato una professione: un modo di accompagnare le persone nei momenti in cui la loro strada interiore si fa incerta, bloccata o difficile da attraversare.
Da qui prende forma una domanda più ampia: cosa significa, oggi, rendere percorribili le vie impervie della vita? E come può un antico motto latino trasformarsi in un metodo concreto di crescita personale?
Le vie impervie della mente
Crisi personali, cambiamenti di vita, scelte difficili, relazioni che si inceppano: dal punto di vista psicologico, sono momenti in cui il percorso sembra perdere continuità. La persona sa da dove parte, ma non vede chiaramente dove andare. Sono le vie impervie interiori, territori emotivi che non si attraversano con la forza, ma con orientamento e consapevolezza.
È qui che entra in gioco il counseling, una pratica di relazione d’aiuto che non mira a “curare” né a fornire soluzioni, ma a rendere praticabile l’esperienza. In altre parole, a trasformare il blocco in movimento possibile.
Consapevolezza nel presente: il contributo della Gestalt
Un approccio particolarmente efficace in questo senso è quello gestaltico, che pone al centro l’esperienza del qui e ora. L’attenzione non è rivolta a interpretare il passato o a progettare il futuro, ma a osservare ciò che accade nel presente: emozioni, sensazioni corporee, pensieri, modalità di relazione.
Dal punto di vista neuroscientifico e psicologico, questa focalizzazione favorisce l’integrazione tra esperienza emotiva e consapevolezza cognitiva, permettendo alla persona di riconoscere schemi ricorrenti e possibilità alternative. Prima di tracciare una strada, occorre capire dove ci si trova.
Far emergere, non insegnare: la maieutica
Accanto alla Gestalt, l’approccio maieutico — che affonda le radici nel pensiero socratico — parte da un presupposto chiave: le risposte non vengono dall’esterno, ma emergono dall’interno quando il contesto lo consente.
Il ruolo del counselor, in questo quadro, non è quello dell’esperto che indica la via, ma del facilitatore che pone domande, restituisce senso, accompagna la persona nel riconoscere ciò che per lei è significativo e possibile. È un processo che rafforza l’autonomia decisionale e la responsabilità personale.
Dal pensiero all’azione: piccoli obiettivi, effetti concreti
Rendere percorribile una via, tuttavia, non è solo un fatto di comprensione. È anche una questione di azione graduale.
Nel counseling, questo avviene attraverso l’esplorazione condivisa degli step necessari per avvicinarsi alla meta desiderata, tradotti in piccoli obiettivi concreti. Questi obiettivi diventano task, esperienze pratiche da sperimentare nella vita quotidiana: azioni semplici ma significative, scelte in modo consapevole dalla persona stessa.
Dal punto di vista psicologico, questo processo attiva e rafforza il locus of control interno, ovvero la percezione di avere un ruolo attivo nel determinare il proprio percorso. Anche un cambiamento minimo, se vissuto come scelta, può modificare in profondità il senso di efficacia e fiducia personale.
Un motto antico, una pratica attuale
Alla fine, Avia pervia non è solo un’eredità storica o un’espressione araldica. È una metafora che attraversa epoche e discipline, dalla costruzione delle strade romane alla costruzione di senso nella vita contemporanea.
Rendere percorribili le vie impervie non significa eliminare la difficoltà, ma imparare ad attraversarla. E forse è proprio per questo che, dopo oltre duemila anni, quelle due parole continuano a parlarci con sorprendente precisione.
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Se senti che è tempo di abitare una vita più autentica, senza dover diventare altro da ciò che sei, scrivimi. Sarò felice di accompagnarti.
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