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Riflettere sul mondo antico per orientarci nel presente

«Ci sono troppi dispersi nel mare che fu di Virgilio, troppi cadaveri che fluttuano a mezz'acqua perché quei versi si possano ancora leggere solo come poesia. Sono diventati cronaca» Maurizio Bettini   Homo sum, un testo che ripercorrendo i classici della cultura antica ci aiuta a riappropriarci di ciò che oggi chiamiamo "diritti umani". Esso... Continue Reading →

Che fatica la solitudine!

Il punto è che le società molto fragili sono esposte a rischio di rapide monopolizzazioni del potere da parte di pochi. E ciò che mi colpisce è un passaggio dove si sottolinea che: “nel 2017, quattro intervistati su dieci (la ricerca è internazionale) ammettono di vivere con molte preoccupazioni e stress; 3 su 10 di dover fare i conti col dolore fisico associato a malattie di diverso tipo; 2 su 10 di provare rabbia. Una tendenza che trova conferma in un rapporto della World Health Organization secondo il quale la depressione e i disordini dell’ansia sono aumentati rispettivamente del 54% a del 42%, tra il 1990 and 2015. Più in generale, sempre secondo la stessa fonte, le persone che hanno problemi di salute mentale a livello mondiale hanno ormai superato il numero record di 700 milioni.” Ma la solitudine è davvero da intendersi come una malattia del singolo? La solitudine è una malattia mentale? La tendenza a psicologizzare ogni manifestazione emotiva suggerisce un certo tipo di visione umana: fragile, autolimitata e bisognosa di qualche intervento dal punto di vista farmacologico e/o terapeutico. Purtroppo, la spinta al materialismo e al consumismo fanno sì che le persone si allontanino da una visione (sistema di simboli attraverso i quali facciamo esperienza del mondo e costruiamo significati) dell’esistenza intessuta di rapporti umani, di coesione e solidarietà. Sono convinta invece, che la nostra cultura si debba ricostruire intorno ad una maggiore partecipazione, dove i problemi del singolo non debbano essere affrontati soltanto sulle poltrone ma che ci debbano essere più luoghi di incontro, di condivisione e di partecipazione. Vedo questo tema adatto ad uno studio integrato che chiami in causa diverse figure e istituzioni per comprendere questo fenomeno e fronteggiando i limiti di quella “liquidità” già sdoganata dal sociologo Bauman.

Iper-connessi, ma isolati. Intervista interessante su l’Adige.it

Riporto questa intervista di Denise Rocca a Umberto Galimberti molto attuale e interessante per le sue riflessioni sul rapporto tra Digital e comunicazione.   Dal suo rapporto con loro, cosa ha capito dei ragazzi di oggi? «Sono perfettamente consapevoli di essere in una dimensione nichilista. Hanno una capacità ironica enorme e l’ironia è una forma di... Continue Reading →

DIGITAL EMOTION

Digita emotion è una performance che descrive l'attuale rapporto tra le tecnologie, il modo di comunicare e il contatto relazionale. In prima visione all'evento "Ricomincio da me" presso San Filippo Neri a Modena il 30 marzo ore15.30

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